domenica 24 maggio 2009

GRAVE ATTO DI REPRESSIONE A PALERMO

I militanti della Federazione dei Comunisti Anarchici “ Sicilia” esprimono la loro solidarietà a tutte vittime del grave atto di repressione messo in atto dalla digos, durante la celebrazione dell’anniversario della strage di Capaci il 23/5/09 .






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presidio contro la criminalità del potere

Il Coordinamento Anarchico palermitano promuove e organizza per sabato 23 maggio con inizioalle ore 19.00 a Piazza Verdi un presidio contro la criminalità del potere in concomitanzacon il diciassettesimo anniversario della strage di Capaci.
Il pesante restringimento delle libertà civili che trova nel recente pacchetto sicurezza la sua espressione più inquietante, è la dimostrazione di come il culto acritico della legalità in quanto tale non abbia nulla a che fare con la lotta alla mafia e alle ingiustizie sociali, sulle quali la mafia prospera e agisce con la naturale copertura del potere politico.Coordinamento Anarchico Palermitano

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Chi non salta clandestino è, è...

Chi non salta clandestino è, è...
in nome del popolo italiano!

Il voto alla Camera del 14 maggio che ha fatto passare il disegno di legge sulla sicurezza pone per la prima volta in questo paese le basi legali per attuare politiche discriminatorie a tutti i livelli della società civile verso altri esseri umani e lavoratori immigrati in Italia in cerca di un futuro migliore.
Nonostante le proteste della società civile, nonostante le voci di semplice buonsenso degli operatori, nonostante i tentativi di limare gli articoli più eclatanti, con il reato di clandestinità si sancisce di fatto la riduzione in schiavitù di donne e uomini che abitano questo paese, privandoli dei diritti più elementari e consegnandoli di fatto alla malavita organizzata internazionale che gestisce questo immenso mercato di braccia.
Il grande affare securitario che investe le città, i quartieri, le scuole, gli ospedali, le famiglie con badanti, le fabbriche riceverà a breve la legittimazione parlamentare e aprirà legalmente la caccia a tutti coloro che vengono additati a nemici del popolo italiano solo perché colpevoli di essere clandestini. Senza documenti perché sbarcati da “barconi” e non da voli di linea, con il permesso scaduto perché privati dalla crisi di un permesso di soggiorno legato al contratto di lavoro o perché vittime della burocrazia, irregolari perché costretti a lavorare in nero, invisibili perché figli di clandestini, tutti appaiono potenziali nemici del popolo italiano. Anche se su di loro poggiano sempre di più le casse dello stato e i lavori di cura. E sarà anche reato di favoreggiamento della clandestinità mettere in atto pratiche di solidarietà verso gli immigrati senza permesso di soggiorno, dar loro lavoro, curarli, accoglierli a scuola. La caccia colpirà così anche chi combatte le discriminazioni, chi contrasta il razzismo e il veleno del neo-fascismo che serpeggia nei quartieri delle nostre città, chi non si arrende a questo imbarbarimento che si vuole trasformare in senso comune.
La posta in gioco è il controllo del territorio, non solo sul piano poliziesco-repressivo, ma anche sul piano della segregazione etnica, del ricorso a ideologie integraliste (neo-fascismo, clericalismo, militarismo), della valorizzazione affaristica e capitalistica di esso (aree dismesse, case e mercati dei clandestini) senza avere tra i piedi forme di dissenso. Questo controllo si estende ora al Mediterraneo, alla Libia ed i respingimenti sanciscono la clandestinità già in acque internazionali. Non sono forse le motovedette già suolo italiano?
I lavoratori e le lavoratrici immigrati/e sono ora i/le primi/e a farne le spese. Ogni ondata securitaria avrà ora l'imprimatur del Parlamento e diffonderà la paura sotto la minaccia dell'espulsione o di 6 mesi di reclusione nei nuovi e "confortevoli" CPT a gestione consociativa cattolica e coop.
Questo terroristico controllo diventato legge si aggiunge alle tante legislazioni nel mondo che hanno lo scopo di tenere sotto scacco la classe lavoratrice mondiale nel tentativo di nascondere che è la crisi dell'economia e la creazione di zone di selvaggio sfruttamento a spingere i migranti a cercare migliori condizioni di vita.
Il feroce sfruttamento economico del capitale infatti non guarda in faccia a nessuno, non sta a sottilizzare sul colore della pelle né tanto meno sulle credenze religiose; prende di mira soprattutto gli strati più deboli della popolazione, proprio perché più facilmente ricattabili e quindi più facilmente sfruttabili. Ieri i lavoratori italiani, irlandesi, ispanici negli USA, oggi quelli africani, europei dell'est, mediorientali nella democratica Europa.
Separare i diritti (politici e sociali) dalla nazionalità, per la libertà di circolazione e di insediamento, è un mezzo per combattere questa tendenza del capitalismo.
Sono proprio questi muri che dobbiamo abbattere o superare con organismi di base cosmopoliti di italiani e nuovi cittadini, per lottare insieme contro le discriminazioni e per la piena cittadinanza, a tutti i livelli, a partire dalla lotta per la sicurezza sociale, per i diritti all'abitare, ad un lavoro dignitoso, per una scuola e una sanità accessibili a tutti.
In questa lotta è bene essere consapevoli che laddove le subdole forme repressive delle istituzioni non bastassero (vedi ronde), bisognerà affrontare il razzismo incarnato oggi nelle formazioni neo-fasciste che appestano il territorio con una buona dose di consenso istituzionale.
Occorre, quindi, costituire reti antifasciste e antirazziste di massa che uniscano la battaglia culturale ed il mantenimento della memoria delle lotte della classe lavoratrice a campagne di agibilità piena del territorio, che siano capaci di ampliare e mettere in campo tutte le pratiche di solidarietà diretta necessarie a depotenziare il più possibile queste leggi razziste e questo clima avvelenato.
E unitamente alla lotta per l'acquisizione della piena cittadinanza, occorre favorire la partecipazione diretta e a pieno titolo dei lavoratori migranti alle lotte sindacali, sociali e territoriali contro le logiche repressive, criminali, discriminatorie e di sfruttamento di cui il governo di questo paese si sta dimostrando sempre più capace. Coscienti come siamo che ogni riduzione dei diritti colpisce e indebolisce qualunque forma di dissenso e di alternativa, sempre.
Federazione dei Comunisti Anarchici

venerdì 8 maggio 2009

G8 UNIVERSITY STUDENTS SUMMIT: L’INSOSTENIBILITÀ DEL POTERE

Il sistema di dominio mondiale si avvale di sceneggiate organizzate da ruffiani e imbonitori sotto forma di grandi eventi. Eventi che servono solo a legittimare mediaticamente quanto già deciso dai padroni del mondo. Se i G8 hanno devastato la Terra, saccheggiato e inquinato le risorse del pianeta attraverso l’interessata deferenza degli stati nazionali, pensare di legittimare decisioni già prese e rappresentanze precostituite diventerebbe un atto di complicità col sistema e con la sua riproduzione.

Viviamo in un contesto nazionale caratterizzato dalla fascistizzazione dello stato e dai deliri securitari che mortificano i soggetti più vulnerabili e hanno la funzione di scatenare guerre tra poveri. È un contesto nel quale mercato liberista e capitale finanziario hanno provocato una crisi che – secondo i disegni del governo – devono pagare larghe masse, sempre più immiserite e precarizzate. I fascisti, fiutando l’avallo istituzionale, continuano a svolgere la loro classica funzione di scherani del potere.

Il sistema universitario, già insostenibile per la sua natura gerarchica e classista, va verso una deriva privatistica e aziendalista che cancellerà ogni residua libertà di ricerca, di espressione e di protesta all’interno delle facoltà, garantendo il primato dei cosiddetti «atenei d’eccellenza», veri e propri feudi del clientelismo. Ciò è funzionale a quella prospettiva di asservimento dei corpi e delle menti, a quella volontà omologatrice delle coscienze che il sistema persegue da anni per spostare sempre più in là l’ambito del controllabile e del disciplinabile. Non è un caso, che a tenere a battesimo a Palazzo Chigi la farsa dell’odierno summit sia proprio quella Maria Stella Gelmini che obbediente al suo padrone Berlusconi ha cancellato per decreto ogni residuo pubblico di scuola e università.
Ospite d’onore del summit palermitano, assieme al solito stuolo di tecnocrati, sarà il plenipotenziario “luminare” Giovanni Puglisi, che assomma tanti e tali incarichi che qui è impossibile enumerare tutti. È utile ricordare che la Fondazione Banco di Sicilia, di cui Puglisi è presidente, è tra i principali organizzatori del summit. Puglisi è inoltre vicepresidente della CRUI, presidente della Commissione Nazionale dell’UNESCO, rettore della IULM, coordinatore nazionale delle Università Non Statali, presidente dell’ISIDA (Istituto Superiore per la Formazione dei Dirigenti d’Azienda), membro del Consiglio Scientifico del Centro Studi Diplomatici e Strategici di Roma e socio Onorario del Rotary Club Palermo Sud (del quale è stato presidente), socio del Rotary Club Roma Sud, socio del Rotary Club Milano Ovest. Indubbiamente, un “Gran Maestro”.
Non mancherà il saluto di Roberto Lagalla, rettore di quell’Università in cui speriamo fioriscano mille occupazioni e ricominci a fischiare il vento salubre della rivolta. E il saluto di un altro soggetto che non ci rappresenta e al quale non abbiamo mai dato nessun mandato: il presidente Raffaele Lombardo, l’uomo “nuovo” che “risolleverà le sorti della Sicilia”, già inquisito durante Tangentopoli e debitamente riabilitato dal regime piduista di Silvio Berlusconi e di recente convolato a nozze con i fascisti di Storace.

Forse i rettori ridipingeranno di «verde» il G8, sproloquiando di «sviluppo sostenibile, ambientale e sociale».
Noi proponiamo uno sviluppo sostenibile che abbia come prospettiva la bonifica ambientale e sociale dai liquami ammorbanti di ogni assetto di potere politico-economico-sociale.
Invitiamo tutti coloro che credono in un altro mondo possibile ad abbandonare il vuoto e mortifero meccanismo della delega per cominciare ad autogestire le lotte e la vita.
Contro i padroni, che ci avviliscono l’esistenza.
Contro i partiti, che ci considerano comparse ed elettori-marionette.
Contro lo stato e il capitale, per la liberazione dei saperi e per una società di liberi ed eguali.

COORDINAMENTO ANARCHICO PALERMITANO

http://coordanarchicopa.blogspot.com coordanarchicopa@libero.it f.i.p.

lunedì 4 maggio 2009

Solidarietà alla Federazione Anarchica Italiana

La Federazione di Comunisti Anarchici valuta con estrema preoccupazione quanto sta avvenendo in un processo istruito a Terni, nel corso del quale il Pubblico Ministero avrebbe definito la “Federazione Anarchica Informale” come il braccio armato della Federazione Anarchica Italiana.

Questo tipo di affermazione rientra nel modo di operare classico delle polizie di ogni parte del mondo che sono costantemente impegnate a criminalizzare ogni comportamento di antagonismo sociale, riducendolo ad azione terroristica e/o insurrezionale.


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