mercoledì 22 ottobre 2008

Pesanti restrizioni ai ricongiungimenti ed al diritto d’asilo in vigore dal 5 novembre

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Asilo e Ricongiungimenti - Pubblicati i G.U. i decreti che modificano la normativa


Pesanti restrizioni ai ricongiungimenti ed al diritto d’asilo in vigore dal 5 novembre
Restrizione dei criteri di reddito e dei casi in cui è possibile il ricongiungimento, tempi più lunghi per l’ottenimento del visto. Per i richiedenti asilo, restrizioni della libera circolazione, trattenimento nei Cie per i respinti o gli espulsi e espulsione possibile prima della presentazione del ricorso.

Sono stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale n.247 del 21 ottobre 2008 i due decreti legislativi con i quali il governo adotta nuove norme in materia di ricongiungimenti familiari e diritto d’asilo.

I decreti, i vigore dal 5 novembre, andranno a modificare altri decreti legislativi che davano attuazione alle direttive europee in materia, rispettivamente:
Ricongiungimenti Decreto Legislativo n. 5 dell’8 gennaio 2007 Direttiva 2003/86/CE del 22 settembre 2003
Asilo Decreto legislativo n.25 del 28 gennaio 2008 Direttiva 2005/85 del Consiglio Europeo del 1 dicembre 2005

Cosa cambia?
I ricongiungimenti familiariCon l’introduzione delle nuove norme in vigore dal 5 novembre cambiaranno i requisiti per poter richiedere il ricongiungimento in particolare:
reddito. Sarà possibile effettuare il ricongiungimento solo per chi è in grado di dimostrare un reddito pari all’importo annuo dell’assegno sociale (5142,67 euro) aumentato della metà dello stesso importo per ogni familiare da ricongiungere. Rimane invece il tetto del doppio dell’assegno sociale, per chi vuole ricongiungersi a due o più figli minori di 14 anni o per chi gode di protezione sussidiaria e vuole ricongiungersi a due o più familiari.Prima delle modifiche era sufficiente disporre di un reddito pari all’importo annuo dell’assegno sociale, per ricongiungersi ad un familiare; pari al doppio per due o tre persone, o al triplo dell’importo annuo stabilito dall’INPS se si chiedeva il ricongiungimento di quattro o più persone (art. 29 comma 3 lettera b).In ogni caso, è stato accolto ciò che in questi anni la giurisprudenza aveva abbondantemente chiarito, cioè la possibilità, ai fini del ricongiungimento, di cumulare i redditi dei familiari conviventi.coniuge. Solo se maggiorenne.figli maggiorenni. Solo se a carico ed invalidi al 100%. Prima delle modifiche era sufficiente dimostrare che non potevano provvedere a se stessi.genitori. Sarà possibile ricongiungere i genitori solo se non visono altri figli in patria oppure, nel caso abbiano più di 65 anni se gli altri figli non sono in grado di mantenerli per documentati e gravi motivi di salute.Dna.Si prevede il test del Dna a spese degli interessati in cui vi siano ragionevoli dubbi sull’autenticità del rapporto di parentela.Copertura sanitaria.Per il ricongiungimento con i genitori ultrasessantacinquenni sarà necessario stipulare un’ulteriore assicurazione sanitaria che si aggiunge ai contributi già versati dal lavoratore che assume a suo carico il ricongiunto.Tempi. Si porta da 90 a 180 giorni (da tre mesi a sei) il limite massimo oltre il quale, se lo sportello unico non rilascia il nulla osta, gli interessati possono ottenere il visto direttamente alle rappresentanze diplomatiche e consolari del paese d’origine.

Il testo del decreto: Decreto Legislativo n.160 del 3 ottobre 2008Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 8 gennaio 2007, n. 5, attuazione direttiva relativa al diritto di ricongiungimento familiarePubblicato in G.U. n. 247 del 21 ottobre 2008Entrata in vigore: 5 novembre 2008
AsiloCon le nuove norme in vigore dal 5 novemnre si prevede, in attesa della decisione della Commissione in merito alla domanda di asilo, che il Prefetto stabilisca una restrizione della liberta di circolazione dei richiedenti circoscrivendola al luogo di residenza.E’ prevista la possibilità di espulsione prima del ricorso in caso di diniego della domanda (questo sembra essere il punto più critico del nuovo decreto).E’ previsto il trattenimento nei Cie senza deroghe, nel caso di destinatari di provvedimenti di espulsione o di respingimento che presentino domanda di asilo.Si introduce un criterio di rigetto immediato della domanda quando si evinca manifesta infondatezza o, dice il testo del decreto, quando "e’ stata presentata al solo scopo di ritardare o impedire l’esecuzione di un provvedimento di espulsione o respingimento".

Il testo del decreto: Decreto Legislativo n. 159 del 3 ottobre 2008Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 28 gennaio 2008, n. 25, recante attuazione della direttiva 2005/85/CE relativa alle norme minime per le procedure applicate negli Stati membri ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di rifugiatoPubblicato in G.U n.247 del 21 ottobre 2008Entrata in vigore: 5 novembre 2008

[Vedi anche: Sotto attacco i ricongiungimenti familiari ed il diritto d’asilo
[ mercoledì 22 ottobre 2008 ]

Licenziamento Dante De Angelis: Manifestazione di Solidarietà a Roma Scritto da Assemblea Nazionale dei Ferrovieri




Licenziamento Dante De Angelis: Manifestazione di Solidarietà a Roma
Scritto da Assemblea Nazionale dei Ferrovieri
mercoledì 22 ottobre 2008
LICENZIAMENTO DE ANGELIS: INVITO A MANIFESTAZIONE DI SOLIDARIETA'- ROMA 24 OTTOBRE 08 INVITIAMO CITTADINI, VIAGGIATORI, UTENTI PENDOLARI, COMITATI, ASSOCIAZIONI, DELEGATI RSU E RLS, AMMINISTRATORI LOCALI, PARLAMENTARI, FORZE POLITICHE E SINDACALI, OPERATORI DELLA PREVENZIONE, OPERATORI DELL'INFORMAZIONE E TUTTI COLORO CHA HANNO A CUORE LA SICUREZZA, I DIRITTI E LE LIBERTA' FONDAMENTALI A PARTECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE PRESIDIO CONTRO IL LICENZIAMENTO RAPPRESAGLIA DI DANTE DEANGELIS STAZIONE DI ROMA TERMINI Venerdì 24 OTTOBRE 2008 ore 10-18 ingresso lato Via Giolitti Dante De Angelis, macchinista Fs e rappresentante alla sicurezza (Rls), è stato licenziato da Trenitalia spa, il 15 agosto per aver rilasciato dichiarazioni sui numerosi incidenti avvenuti ai treni eurostar. Licenziare un RLS per aver esercitato il suo ruolo è sintomo del disprezzo e della sottovalutazione del diritto alla sicurezzza di tutti, proprio in un'azienda in cui solo nell'ultimo mese sono morti tre operai ed altri sono rimasti mutiliati. Dante ha solo esercitato il suo diritto dovere di sollevare - dopo una lunga serie di avarie e incidenti gravi - una questione di interesse generale sullo stato della sicurezza dei treni, tema che interessa e unisce ferrovieri e viaggiatori, cittadini e utenti. Da anni lotta in modo concreto sul fronte della salute e la sicurezza del lavoro occupandosi in particolare di ferrovieri e viaggiatori e per questo è colpito da una dirigenza miope e autoritaria, arrocata in difesa dei propri privilegi. La solidarietà e il sostegno a Dante e la revoca del suo licenziamento devono diventare un obbiettivo per tutti quelli che volgiono contribuire, con i fatti e non solo a parole, a fermare la strage quotidiana sul lavoro. La sicurezza dei treni è la sicurezza di tutti. Il diritto di parola per un RLS è la premessa indispensabile per svolgere il suo ruolo. Se "passa" questo licenziamento in una grande azienda pubblica saremo tutti meno liberi e meno sicuri.I delegati RSU/RLS dell'Assemblea Nazionale dei Ferrovieri

GESÙ DETTO IL CRISTO NON ESISTETTE

Resoconto del convegno del 18-19 ottobre 2008 Arpiola di Mulazzo

LA STORIA SPAZZA VIA TUTTI GLI APOSTOLI.
GESÙ DETTO IL CRISTO NON ESISTETTE.

Nessuno di essi esisterono. Presentata da Axteismo in anteprima la
pubblicazione degli studi avanzati sulle Origini del Cristianesimo con
la presenza dei tre massimi esperti mondiali di cristologia:
Luigi Cascioli, Giancarlo Tranfo, Emilio Salsi.
La storia stabilisce senza ombra di dubbio che gli Apostoli e Gesù Cristo
sono personaggi di pura fantasia, personaggi mai esistiti.

di Ennio Montesi

Redigere un comunicato stampa secco su questa notizia storica così importante è riduttivo. Meglio poche righe con taglio di articolo. Nel convegno ad Arpiola di Mulazzo del 18-19 ottobre 2008 promosso da Axteismo, movimento internazionale di libero pensiero, i molti relatori si sono avvicendati durante le intense giornate di confronto. Luigi Cascioli, Giancarlo Tranfo, Emilio Salsi, Angelo Napolitano, Francis Sgambelluri, Gianni Marucelli, Nunzio Miccoli, Giorgio Vitali, Biagio Catalano, Attilio Vanini, Ennio Montesi, Fiorella Di Stefano, Sergio Martella, Pierino Marazzani hanno trattato temi articolati dalle Origini del Cristianesimo all'Inquisizione, sui tentativi di controinformazione e mistificazione della realtà dei fatti da parte degli apologisti, dall'antropologia, alla storia, dalla psicoanalisi, alla sociologia, dal Medioevo ai giorni nostri. Il problema emerso risulta essere quello delle religioni, del cristianesimo nella fattispecie del cattolicesimo e della Chiesa cattolica. Si sono ribaditi anche dei tanti diritti dei cittadini ancora negati dai legislatori italiani sempre sottomessi al potere secolare della Chiesa cattolica e del Vaticano.

Tema centrale del convegno sono stati gli importanti studi evoluti di cristologia. La presenza contemporanea dei tre massimi esperti mondiali sulle Origini del Cristianesimo: Luigi Cascioli, Giancarlo Tranfo ed Emilio Salsi, ha creato un'atmosfera di pregnante attesa tra l'attento pubblico composto da studiosi, docenti, intellettuali, addetti ai lavori e da persone interessate all'argomento. I video della conferenza verranno diffusi in rete appena pronti.

Luigi Cascioli, Giancarlo Tranfo ed Emilio Salsi hanno evidenziato le enormi e le sottili contraddizioni storiche contenute nei vangeli fino al punto di dimostrare l'inesistenza di personaggi come gli "Apostoli", "Gesù Cristo" e la "Sacra Famiglia". Tutto falso, niente di vero, duemila anni di menzogne. Attraverso l'analisi dei "Testi Sacri" comparata con l'antica storiografia laica si è finalmente provato - con ricca documentazione alla mano - che le vicende descritte dalla Chiesa cattolica nei vangeli furono in realtà falsificate unitamente ai loro protagonisti che risultano essere personaggi inventati. È facile capire che questi studi cancellano per intero e da subito quella che viene definita come "Dottrina cristiano-cattolica".

Studi di tale altissimo livello sarebbero stati da presentare in pompa magna in una sede accademica, in una prestigiosa università italiana come La Sapienza. Tuttavia, piuttosto che bussare alle porte delle università abbiamo preferito organizzare il convegno per conto nostro aperto al pubblico e ai giornalisti. Di giornalisti, come prevedevamo, nemmeno l'ombra probabilmente perché, considerati i temi scottanti del convegno, i loro datori di lavoro hanno impartito l'ordine di non comunicare la notizia. Se un giornalista scrivesse su un giornale o dicesse in apertura del telegiornale di prima serata che: "Un gruppo di studiosi, i più importanti e preparati a livello mondiale, dopo anni e anni di studi approfonditi ed evoluti sulle Origini del Cristianesimo hanno scoperto e lo dimostrano che gli Apostoli e lo stesso Gesù Cristo non esisterono, ma furono favole", probabilmente li caccerebbero. Dobbiamo capire la miserevole e genuflessa posizione in cui la maggioranza dei giornalisti italiani è costretta a lavorare. L'informazione pubblica è assente perché la maggior parte dei giornalisti "tiene famiglia".

Se comunque qualche super eroe dell'informazione decidesse di invitare i cristologi a un dibattito televisivo sulle reti Rai, Mediaset, La7 o altre, certamente siamo disponibili a sostenere qualsiasi confronto soprattutto coi più importanti esegeti quali, Vittorio Messori, Gianfranco Ravasi e i più preparati ministri della Chiesa cattolica. Se le agenzie di stampa Ansa, Adnkronos, Reuters, Agi, Apcom, Asca, Emmegipress, Associated Press e tutte le altre agenzie di informazione decidessero coraggiosamente di battere questa notizia nei loro circuiti siamo disponibili a dare le dovute informazioni di copertura. Se le radio decidessero di aprire i bollettini con la seguente notizia: "In base alla storia un importante gruppo di studiosi ha stabilito che gli Apostoli, Gesù Cristo e la Sacra Famiglia non esisterono, ma furono inventati", saremmo disponibili ad ogni supporto.

Le tante voci libere di Internet di certo daranno una mano in modo che questa grande notizia voli in milioni di sciami e si moltiplichi all'infinito in ogni angolo e anfratto della rete, su ogni byte dei computer, così che il muro omertoso fatto dai "mass media ufficiali" venga abbattuto.

Magari un giorno un editore serio, che meriti questo appellativo, deciderà di pubblicare in un unico cofanetto raggruppando i quattro volumi coi testi in ordine cronologico degli studi sulle Origini del Cristianesimo. Ecco i libri: "La favola di Cristo - Inconfutabile dimostrazione della non esistenza di Gesù" e "La morte di Cristo - Cristiani e Cristicoli" di Luigi Cascioli www.luigicascioli.it "La Croce di Spine - Gesù: la storia che non vi è ancora stata raccontata" di Giancarlo Tranfo www.yeshua.it "Giovanni il Nazireo detto Gesù Cristo e i suoi fratelli" di Emilio Salsi www.vangeliestoria.eu . È attraverso gli studi di Emilio Salsi (lo studioso che viene paragonato come a un Pico della Mirandola degli antichi testi storici e dei vangeli) che tutti gli Apostoli sono spazzati via dalla storia. Storia che dimostra come gli Apostoli furono inventati in personaggi di fantasia. Bisognerebbe domandare ai ministri della Chiesa cattolica del perché di tutte queste invenzioni e menzogne iniettate all'Umanità e a cosa sono servite.

Ennio Montesi

Riferimenti:
http://nochiesa.blogspot.com
www.luigicascioli.it
www.yeshua.it
www.vangeliestoria.eu
Per interviste, conferenze, convegni e altro tel. 3393188116

"Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza.
Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima
o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sè non è forse sufficiente,
ma è l'unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri".
Joseph Pulitzer, Fondatore Premio Pulitzer


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citando il nome dell'autore e riportando questa scritta.

Fonte: http://nochiesa.blogspot.com
Diffusione: Axteismo Press l'Agenzia degli Axtei, Atei e Laici
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Considerato l'attuale gravissimo stato di censura e di manipolazione delle informazioni
da parte dei media, si invita alla massima pubblicazione e diffusione.

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Berlusconi: "Polizia nelle università



Berlusconi: "Polizia nelle università Dalla sinistra bugie, dalla Rai ansia"
Dura risposta dal Pd: "Pompiere piromane, vuole alimentare ad arte la tensione"

Silvio BerlusconiROMA - Berlusconi convoca una conferenza stampa a Palazzo Chigi per mandare un avvertimento agli studenti: "Non permetterò l'occupazione delle università. L'occupazione di luoghi pubblici non è la dimostrazione dell'applicazione della libertà, non è un fatto di democrazia, è una violenza nei confronti degli altri studenti che vogliono studiare". Poi, rivolto a una giornalista che aveva posto la domanda, aggiunge: "Avete 4-5 anni per fare il callo su queste cose. Io non retrocederò di un millimetro". Ordini al Viminale. "Convocherò oggi - prosegue Berlusconi - il ministro degli Interni, e darò a lui istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell'ordine per evitare che questo possa succedere". "La realtà di questi giorni - dice ancora il premier - è la realtà di aule piene di ragazzi che intendono studiare e i manifestanti sono organizzati dall'estrema sinistra, molto spesso, come a Milano, dai centri sociali e da una sinistra che ha trovato il modo di far passare nella scuola delle menzogne e portare un'opposizione nelle strade e nelle piazze alla vita del nostro governo". Opposizione in allarme. Le parole del premier sono state accolte con enorme preoccupazione dal Pd. "La decisione del presidente del Consiglio di ricorrere all'uso della forza pubblica contro le famiglie e gli studenti che protestano per difendere il diritto allo studio - dice il ministro ombra per le Politiche giovanili Pina Picierno - è gravissimo, è un atto inconcepibile che lede diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione" . "Oggi - prosegue - uno stato di polizia contro mamme e bambini e domani magari contro i precari che protestano? Cosa ha in mente il presidente del Consiglio? Abbiamo a che fare con un pompiere piromane che cerca di alimentare ad arte un clima di tensione".
Epifani invita al dialogo. Contesta la minaccia di Berlusconi contro le occupazioni anche il segretario della Cgil Guglielmo Epifani. "E' profondamente sbagliato - afferma il leader sindacale - rispondere alle ragioni del movimento degli studenti con una modalità che non sia quella del dialogo". "Il governo - sottolinea Epifani - non può ricorrere alle minacce. Questo è un movimento che ha caratteristiche del tutto nuove, che non ha senso paragonare al '68 né, tanto meno, al '77. E' un movimento pacifico, gli studenti chiedono di investire nella scuola, è gente che chiede di studiare di più e meglio". Fioroni: "Parole gravi". Riflessione simile a quella svolta dall'ex ministro della Pubblica Istruzione del centrosinistra Giuseppe Fioroni. "Tutti i ministri della Pubblica Istruzione - ha ricordato - hanno sperimentato le occupazioni e le autogestioni. Nessuno ha mai pensato di invadere le competenze dell'autonomia scolastica e di intervenire nelle decisioni interne che devono essere assunte nel rispetto della serenità e della sicurezza". Quelle di Berlusconi, ha aggiunto, "sono dichiarazioni gravi". Attacco alla manifestazione. Il presidente del Consiglio ha toccato quindi il tema della manifestazione lanciata dal Pd per sabato prossimo. "Manifestare - ha proseguito - è una possibilità della democrazia ed anche noi ne usufruimmo. Noi, però, manifestammo contro la pressione fiscale del governo Prodi. La manifestazione del 25 ottobre è solo contro il governo e non ha proposte. La piazza non è il posto migliore per fare proposte. Le proposte si fanno in Parlamento". Nessuna marcia indietro. Il premier accusa poi l'opposizione su uno temi centrali della protesta. "La sinistra - sostiene - dice bugie sulla scuola, fa un allarmismo inutile". E rispondendo a Veltroni, che oggi ha chiesto di ritirare il decreto Gelmini davanti "alle proteste così ampie e diffuse contro la riforma della scuola e le misure con i tagli", invitando Palazzo Chigi a rimodulare i costi, lasciando all'istruzione "ogni euro recuperato dal taglio di sprechi", Berlusconi ha replicato secco: "Noi andremo avanti, questo decreto sulla scuola è sacrosanto, altro che ritirarlo, bisogna applicarlo". Le classi ponti resteranno. Il Cavaliere ha chiarito successivamente che non sono previsti ripensamenti neppure per la contestatissima proposta delle 'classi ponte' per i figli di immigrati perché "non è dettata da razzismo ma da buonsenso. Conoscere la lingua italiana è necessario". Berlusconi accusa infine la Rai di aver presentato in maniera distorta i provvedimenti del governo. "La televisione pubblica - lamenta - diffonde ansia e le situazioni solo di chi protesta. Sono preoccupato da questo divorzio tra i mezzi di informazione e la realtà". "A quando la polizia nei giornali?". Affermazioni contro la stampa, quest'ultime, che hanno fatto scattare la preoccupata replica del parlamentare del Pd Piero Martino. "Il tono minaccioso con cui il presidente del Consiglio segnalava ai direttori dei giornali e dei telegiornali la propria preoccupazione ma soprattutto la propria indignazione - si è chiesto il deputato democratico - sarà forse all'ordine del giorno dell'incontro che avrà con il ministro dell'Interno Maroni?". "Oltre a prendere le contromisure adatte a bloccare le manifestazioni degli studenti, degli insegnanti e del corpo non docente della scuola - ha proseguito - Berlusconi invierà le forze dell'ordine anche nelle redazioni per verificare che il suo verbo venga amplificato come lui gradisce?". Università, non è ancora finita. Deciso a non fare marcia indietro anche il ministro Gelmini, che ha annunciato di voler anzi intervenire in maniera ancora più decisa sulle università. "Bisognerà voltare pagina e fare autocritica" , dice, senza "difendere lo status quo". "Siamo disposti a confrontarci e dialogare - prosegue - ma la situazione attuale porterebbe al collasso" perciò "bisogna cambiare".


(22 ottobre 2008)

martedì 14 ottobre 2008

Ottobre: scioperare per reagire alla sopraffazione

Ottobre: scioperare per reagire alla sopraffazione

Dalle mobilitazioni dei lavoratori una speranza di dissenso

Violento, profondo e ramificato è l'attacco alle condizioni di vita e di lavoro in Italia. Ai provvedimenti presi dal governo di destra durante l'estate e in questo inizio d'autunno si aggiungono le minacciose ombre della revisione delle regole della contrattazione ed i miasmi della peste finanziaria che - se ora attacca i risparmi ed i piccoli investimenti dei lavoratori (compresi i fondi pensione) - molto presto potrebbe colpire il tessuto produttivo, in seguito ad una caduta della domanda con conseguenze sulla produzione, sull'occupazione e sui salari.
Nella priorità dello Stato italiano non vi è alcuna traccia di un sostegno ai salari ed agli stipendi, alle pensioni ed ai servizi sociali, mentre al primo posto vi si trova il sostegno alle imprese, al sistema bancario ed assicurativo, tramite un rastrellamento di risorse pubbliche e private (dei lavoratori) che sottrae ricchezza, posti di lavoro, sicurezza sociale e fiducia a milioni di lavoratori e li costringe ad un indebitamento a vita per garantirsi (forse) una casa, un futuro per i figli, un sollievo per la vecchiaia.
I lavoratori sono mortificati nella dignità di un lavoro che ti sfrutta o ti uccide, sono immiseriti nelle ristrettezze di un salario da mero sostentamento, sono sorpresi dalla distruzione delle conquiste sociali nei campi dell'istruzione, della sanità, dell'assistenza, della previdenza, dei trasporti e della loro privatizzazione, sono spiazzati dalle aggressioni a diritti e libertà costitutivi del mondo del lavoro portate avanti dal governo e che avvengono di fatto nelle aziende con atti repressivi da fascismo aziendale, i lavoratori sono interdetti di fronte alle scelte conniventi e collusive col governo di certe organizzazioni sindacali.
Eppure stanno già cercando di reagire: dai tempestivi scioperi nella scuola di CUB ed Unicobas allo sciopero generale intercategoriale del 17 ottobre di SdL-CUB-Confederazione Cobas, dal tardivo ma inevitabile sciopero del 30 ottobre contro i tagli nella scuola pubblica al netto rifiuto della CGIL di trattare sul diktat anti-operaio di Confindustria sulla contrattazione, dalle mobilitazioni per la sicurezza sul lavoro nei trasporti a quelle nel pubblico impiego, si cerca di reagire al contesto di sopraffazione delle coscienze e dei diritti ed al clima di paura deliberatamente creato al fine di disunire e di demoralizzare i lavoratori e le lavoratrici, di impedire qualsiasi tentativo di riorganizzazione nei luoghi di lavoro, di reprimere qualsiasi risposta dal basso alle violenze dello sfruttamento e della precarietà, di spingere verso una nuova sciagurata stagione dei sacrifici.

La Federazione dei Comunisti Anarchici sostiene perciò le mobilitazioni sindacali per :

la difesa dei salari tramite aumenti frutto di una contrattazione nazionale riunificata per settori (industria, commercio, pubblico...);

aumenti sganciati dalla produttività e dallo straordinario a livello di azienda;

la difesa della scuola della repubblica e del diritto allo studio senza discriminazioni di classe, di abilità e di provenienza;

la difesa delle pensioni e la gratuità dei servizi sociali;

la sicurezza sul lavoro affidata al controllo diretto dei lavoratori;

la assunzione a tempo indeterminato per tutti i lavoratori precari e in nero, italiani e nuovi cittadini;

una società liberata dallo sfruttamento e dalla miseria, dai profitti e dalle speculazioni, dall'avidità del capitalismo e dall'autoritarismo degli Stati;

una società fondata sulla solidarietà e sul mutuo appoggio, sulla libertà e sull'autogestione della vita e del lavoro.

Commissione Sindacale FEDERAZIONE DEI COMUNISTI ANARCHICI
13 ottobre 2008