sabato 23 febbraio 2008

SUL CENTRO DI DOCUMENTAZIONE LIBERTARIA "PIERO RIGGIO"
Il Centro di documentazione libertaria"Piero Riggio", aperto alla consultazione presso l'Università di Palermo - Facoltà di Lettere e Filosofia - sin dal 1999, ha concluso forzosamente la sua attività per ragioni indipendenti dalla volontà dei promotori, bensì legate alla sopraggiunta indisponibilità della Facoltà a rinnovare la concessione di uno spazio idoneo. Il Centro era costituito per la gran parte dai titoli e dai documenti del Fondo Piero Riggio, affidato dalla famiglia Riggio con mandato fiduciario ai compagni Antonio Rampolla e Natale Musarra con finalità di fruizione pubblica dei materiali raccolti da Piero Riggio, tra i componenti del gruppo "N. Machno" di Palermo aderente alla Federazione Anarchica Italiana - FAI; da libri e documenti del Circolo anarchico 30 Febbraio, trasferiti al Centro dai compagni Rampolla e Vaccaro, che del Circolo erano tra gli animatori; nonché, infine, da successive acquisizioni. Nel dicembre del 2005 tra i promotori ebbero a manifestarsi divergenze di natura politica che si rivelarono insanabili. All'atto della chiusura del Centro, libri e documenti furono subito imballati in scatole di cartone e, per iniziativa unilaterale di alcuni dei promotori, senza che tutti gli altri fossero messi a conoscenza delle eventuali misure temporanee da intraprendere per la tutela dell'integrità e per la fruibilità del Centro, vennero trasferiti in un'abitazione privata. Il 13 giugno del 2006 ci fu un momento di incontro comune in cui fu confermata tale collocazione dei libri, soluzione che andava intesa come sistemazione provvisoria in attesa della ristrutturazione dei locali della Facoltà di Lettere addotta dall'allora preside Ruffino come principale motivazione della chiusura del Centro. Da quel momento, la Facoltà di Lettere ristrutturò senza più dare i locali - com'era ampiamente prevedibile - e i contatti tra i promotori del Centro di documentazione libertaria furono del tutto sporadici. Era - ed è - opinione dei firmatari del presente documento che - terminata l'esperienza del Centro - titoli e documenti del Fondo Riggio e del Circolo "30 febbraio" tornassero in possesso di chi ne aveva titolo anche in considerazione del fatto che, per le già citate divergenze politiche, non era possibile dar vita ad altra iniziativa unitaria analoga a quella del Centro. Questi concetti sono stati ribaditi in due riunioni distinte alla fine del 2007 nel corso delle quali, pur riconoscendo la fondatezza delle nostre osservazioni, i nostri interlocutori ribadivano la loro indisponibilità a restituire il materiale indebitamente trattenuto. Si discusse a lungo tra i compagni firmatari della presente se non fosse il caso di riappropriarsi comunque del patrimonio librario e documentale, ma si decise che un'azione del genere avrebbe ridotto lo scontro politico a un livello di immoralità che non ci è affatto congeniale e che ci avrebbe oggettivamente posti sullo stesso piano di chi aveva compiuto l'opera di sottrazione del materiale. Abbiamo quindi deciso di rimettere alla famiglia Riggio il mandato fiduciario. Ci sembra altresì doveroso avvertire gli eventuali frequentatori del nuovo sito di consultazione che i libri e i documenti esposti sugli eventuali scaffali, di cui ovviamente non possiamo più garantire un uso pubblico, sono il frutto di un'azione autoritaria e scorretta, lontanissima anni luce non tanto e non solo da un comportamento libertario, ma anche dalle semplici norme di un'etica civile.

Antonio Rampolla , Salvo Vaccaio, Antonio Cardella , Ludovico Fenech, Edoardo Albeggiani , Alberto La Via, Maurizio Galici

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